In Fake News, Alberto Squassina costruisce una mappa poetica del nostro tempo: frammentata, dolente, intensa. La raccolta attraversa i paesaggi dell’anima e della società con versi che esplorano la solitudine digitale, le crisi ambientali, il disagio generazionale, le ferite della malattia e dell’emarginazione. Ogni poesia è un’inquadratura emotiva, tra l’introspezione metafisica e la denuncia civile, dove la parola diventa specchio, graffio, carezza. L’autore fonde riferimenti colti, suggestioni visive e una lingua lirica e penetrante, dando voce a un’umanità incerta ma ancora capace di desiderare, amare e rinascere. Fake News non è una raccolta disillusa: è un grido, un sussurro, una resistenza poetica alla menzogna e all’indifferenza del presente.