Erede inquieto della bohème parigina, Nadar (Gaspard-Félix Tournachon) trasformò la fotografia in un’arte capace di rivelare la psicologia dei suoi soggetti. Dal Panthéon Nadar alle prime riprese dall’alto in mongolfiera, il suo sguardo ha fissato l’epoca: Sarah Bernhardt, Baudelaire, Rossini, Courbet, Garibaldi, Eiffel. Fondo neutro, luce morbida, dialogo col modello: ogni ritratto è incontro, non posa. «Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare», scriveva Nadar, indicando una via ancora modernissima. Questo volume — NADAR. Ritratti, a cura di Nazzareno Luigi Todarello — raccoglie immagini iconiche e ne illumina tecnica e pensiero, offrendo la mappa di un genio che ha cambiato per sempre la nostra idea di volto e verità.