Handbooks of Inclusive Methodology and Technology in Learnin ... - cover

Handbooks of Inclusive Methodology and Technology in Learnin ...

Monica Di Domenico

  • 19 juni 2025
  • 9788860225115
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Samenvatting:

Ogni ambiente educativo è frutto di scelte che orientano l'apprendimento. Materiali, architetture, tecnologie ed estetiche danno consistenza all'esperienza, rendendo visibile ciò che può essere pensato, ascoltato e condiviso. Le intelligenze artificiali, tra tutti, trasformano i ritmi dell'attenzione, modellano le interazioni e incidono sulle possibilità espressive, delineando paesaggi cognitivi e sensibili. L'atto educativo, così, prende forma all'interno di mondi costruiti. Il metaverso, gli ambienti digitali, le interfacce aumentate e le realtà miste rappresentano configurazioni specifiche della realtà. Ogni architettura educativa è quindi una stratificazione di operazioni, in cui si condensano scelte progettuali, logiche tecniche, tempi di accesso e modelli di attenzione. L'ambiente tecnologico diventa grammatica del mondo. Ogni interfaccia, codice e design sensoriale costituisce un gesto formativo. Educare significa prendersi cura di questi ambienti, coltivando le condizioni per l'emergere di domande, visioni e possibilità inattese. L'educazione non si limita a fornire risposte, ma coltiva spazi in cui le domande possano emergere e persistere.
Questo testo è un invito a ripensare l’educazione come pratica situata, immersa nei luoghi, nei materiali, nelle tecnologie e nelle infrastrutture che ne modellano profondamente l’esperienza. A partire da una provocazione di Sloterdijk, il testo attraversa il rapporto tra intelligenza artificiale, formazione e soggettività, ponendo interrogativi etici, teorici e semantici. L’IA è qui intesa non solo come strumento, ma come ambiente cognitivo e soglia di trasformazione, che ridefinisce il senso stesso della relazione educativa. L’opera si chiude con un epilogo aperto, speculativo, che invita a immaginare l’educazione tra umano e post-umano, in spazi ibridi e futuri ancora da scrivere.
Gli autori riflettono sul ruolo dell’educazione in un periodo di trasformazione, in cui il passato e il futuro si intrecciano e le tecnologie digitali, in particolare l’intelligenza artificiale, ridefiniscono l’apprendimento e le relazioni educative. Si sottolinea l’importanza di un’educazione incarnata, che valorizzi l’esperienza vissuta, la presenza corporea e la dimensione relazionale, promuovendo una pedagogia sensibile all’etica e al tempo. In un contesto di abbondanza informativa e automazione, emerge la necessità di coltivare uno spazio critico interiore, dove l’attenzione e la riflessione consapevole permettano un apprendimento profondo e significativo. Infine, si invita a interrogarsi sugli scenari futuri che vogliamo costruire attraverso l’educazione, che deve integrare pensiero, corpo, tecnica ed etica. Educare a questa transizione dallo statico a dinamico significa accettare e abbracciare la complessità di un mondo in continua trasformazione, riconoscendo il valore dell’esperienza incarnata e della presenza relazionale come elementi fondamentali del processo educativo. In un’epoca che sarà sempre più dominata dall’intelligenza artificiale e dall’iperconnessione digitale, è essenziale sviluppare una pedagogia che sappia coniugare tecnologia, etica e umanità, promuovendo non solo l’acquisizione di competenze, ma anche la capacità critica, il senso di responsabilità e la consapevolezza del nostro essere nel mondo. Solo così l’educazione potrà restare un luogo di crescita autentica e progettazione etica del futuro.

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